SMONTATE MOLTE TESI NEGAZIONISTE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI DI GIULIANO FERRARA
Le argomentazioni negazioniste sul clima sono a volte complesse e richiedono spiegazioni interessanti ma un po’ impegnative (un esempio in questa traduzione di Realclimate).Altre volte sono semplici e già sentite, ma lasciano comunque molto amaro in bocca. .
È il caso dell’ultima performance di Giuliano Ferrara, che dai microfoni di Radio24, nella sua trasmissione del 29 aprile “Parliamone con l’elefante”, ha imbastito una puntata sui cambiamenti climatici a tratti interessante, ma in generale estremamente carente dal punto di vista scientifico.
Dall’audio della trasmissione o dalla trascrizione (grazie a Maurizio Morabito) si può notare come dal dialogo con Franco Prodi e Fulco Pratesi, ospiti del programma, siano emerse, a fianco di alcune tesi anche di buon senso, una serie notevole di affermazioni fuorvianti e prive di alcun fondamento scientifico.
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Soliti – sbagliati – argomenti
Franco Prodi ha riproposto le sue tesi sulla debolezza delle “previsioni climatiche”, già discusse in un precedente post di Climalteranti.
Anche le tesi negazioniste di Pietro Vietti, giornalista de Il Foglio, diretto dallo stesso Ferrara, sono già state sentite e confutate, ad esempio “sono 10 anni che le temperature non aumentano” (vedi qui) e “L’Antartide sono anni che sta crescendo e l’Artico in questi giorni ha raggiunto un’estensione, la maggiore degli ultimi dieci anni” (vedi qui) .
Sul fatto che gli ambientalisti e gli scienziati del clima hanno di colpo sostituito subdolamente il termine “riscaldamento globale” col nuovo termine “cambiamenti climatici” (perché “visto che il tempo cambia da sempre ci azzeccano sia che la temperatura aumenti che diminuisca…) basterebbe guardare come si chiamano l’organismo scientifico internazionale e la Convenzione dell’ONU che da più di 15 anni stanno cercando di affrontare questo problema.
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Il 1912.. praticamente ieri
Dal canto suo il conduttore, Giuliano Ferrara, ha sfoderato tutta la sua abilità retorica per riproporre alcuni dei suoi classici argomenti negazionisti, con errori e affermazioni infondate già usate altre volte sulla carta stampata (ad esempio qui).
In particolare due passaggi sono da ricordare e archiviare nella biblioteca del negazionismo climatico made in Italy. Si tratta di due “perle” che mostrano come Giuliano Ferrara sappia ben mascherare una grossolana ignoranza e impreparazione sul tema climatico con un tono da suadente imbonitore e una completa mancanza di obiettività; due esempi da manuale, che si potrebbero usare per mostrare le tecniche di disinformazione sul tema climatico.
Il primo (minuto 9.55, ascoltabile più comodamente qui) riguarda la magnificazione delle incertezze presenti nel problema climatico, è uno dei classici di Ferrara:
“Le terre emerse sono 1/3, il resto sono mari e oceani, i cieli molto vasti… Le interazioni tra il Sole e il pianeta sono complesse. La storia del Clima e’ un po’ tutta da farsi. E’ difficile documentarsi bene su centinaia di migliaia di anni. Nel 1912, ieri praticamente dal punto di vista climatologico e scientifico, il Los Angeles Times diceva: sta arrivando l’era glaciale; le previsioni sono state sbagliate o comunque invertite di ruolo varie volte, si è detta una cosa e si è detta l’altra, la temperatura cresce, non cresce, la temperatura cresce ed è normale che cresca, e’ sempre cresciuta e poi il ciclo si è sempre riassestato. Questa idea che noi cuocendo la pasta.. con gli spray ..oppure con il fumo delle le ciminiere… stiamo spegnendo il pianeta … Il Principe Carlo ci ha fato a tutti il testamento biologico.. ha detto 100 mesi.. e arriveremo al punto di non ritorno… non c’e’ imprudenza in tutto questo? ) ”

Nel 1912 Robert Falcon Scott raggiunge il Polo Sud,
un mese dopo Roald Amundsen, e morì nel viaggio di ritorno.
Confrontare la precisione di previsioni fatte oggi con quelle che si facevano nel 1912 – quando ancora non esistevano neanche i più rudimentali sistemi di calcolo elettronico per integrare le equazioni fluidodinamiche con cui si descrive la fisica dell’atmosfera, le stesse conoscenze di fisica dell’atmosfera che si hanno oggi, i sistemi satellitare e di terra di misurazione e monitoraggio –, sarebbe come confrontare le prestazioni di un prototipo d’auto del 1912 con quella di un’auto ibrida commerciale dell’ultima generazione, ad esempio la Lexus RX450h: per potenza, sicurezza, consumi, confort, affidabilità, autonomia, capienza, tenuta di strada e altro ancora – non c’è confronto. Anzi, visto che nel 1912 non esistevano strumenti di calcolo, sarebbe come confrontare una qualsiasi auto di produzione recente con le prestazioni di una biga degli antichi romani, oppure come tacciare di inaffidabilità il sistema attuale di trasporto su gomma (che pure hai i suoi problemi), sulla base dei problemi di meccanica delle auto del 1912: semplicemente un non-senso.
Inoltre, “La temperatura cresce, non cresce, e’ normale che cresce, e’ sempre cresciuta”, è un’affermazione falsa, sembra sottintendere che non si possano mettere in discussione anche le temperature del pianeta, sulle quali invece i margini di errore sono piuttosto limitati e tutte le serie storiche disponibili mostrano come il riscaldamento del pianeta sia inequivocabile (come mostrato anche qui).
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Il cielo è enorme

La seconda “perla” (minuto 30.52, ascoltabile più comodamente qui) è ancora più sconcertante
“…per esempio.. l’aviazione commerciale che inquina il cielo… mi ha fatto sempre ridere…le star di Hollywood che dicono: ho ridotto i miei viaggi alla Maldive…. E’ una cretinata! Guarda il cielo quanto è grande, cosa vuole che faccia un Boeing 707…e’ enorme, il cielo, l’ha guardato dal finestrino dell’aereo?”
Anche se l’atmosfera terrestre è indubbiamente molto vasta, il fatto che immettendoci dei composti inquinanti possa inquinarsi non era finora stato messo in discussione: i conti sono piuttosto semplici, si basano sul bilancio fra le sostanze emesse, il volume a disposizione, la velocità dei meccanismi di rimozione. Come tante altre sorgenti, anche il traffico aereo fornisce il suo contributo alle emissioni di CO2 in atmosfera. Non è il contributo principale ma è quello in maggiore crescita (+70 % dal 1990 al 2002 in Europa), ed è per questo che le sue emissioni sono state recentemente sottoposte in Europa ad un sistema di Emission Trading.
Nonostante la foga con cui Ferrara grida “e’ enorme, il cielo, l’ha guardato dal finestrino dell’aereo?”, ci sono studi seri e complessi sull’impatto dell’aviazione sull’atmosfera e sul clima.
Il cielo è enorme, il mare è molto profondo, è tutto così complesso, non dobbiamo preoccuparci di nulla. Lo dicono dai microfoni di Radio 24, allora sarà vero. Invece no, non è vero e attendiamo il giorno in cui i giornalisti vorranno documentarsi in modo più serio e rigoroso su temi così importanti.
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Testo di Stefano Caserini, Giulio de Leo, Elisabetta Mutto Accordi
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Tags: Franco Prodi, Fulco Pratesi, Giuliano Ferrara, Piero Vietti, Principe Carlo, Radio24
Climalteranti on Lug 2nd 2009 Categorie: Comunicazione, Dibattito, Errori, Esagerazioni, Radio, RetoricaStampa questo articolo
16 responses so far
16 Responses to “Il 1912.. praticamente ieri”
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# Maurizio Morabitoon Lug 2nd 2009 at 23:51
Prego!
ne approfitto per stigmatizzare la miopia di tanti gestori di radio in Italia, inclusi chi cura Radio24, i quali poco o niente pensiero dedicano alla opportunita’ di trascrivere in toto o in parte quanto viene detto nelle varie trasmissioni, rendendone i contenuti quasi impossibili da ricercare e impedendone la fruizione a tutti coloro che hanno forti problemi con l’udito.
Spero di essere smentito con qualche bell’esempio virtuoso in proposito!!
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Approfitto anche per uno “shameless plug” al mio articolo di commento riguardo all’intervento, nella trasmissione di cui sopra, di Fulco Pratesi, il quale sembra ricercare minacce da cui difendere il pianeta, che siano “inquinamento dei mari, riduzione delle calotte artiche, distruzione delle foreste tropicali” non interessa. Come un cavaliere che si dichiara pronto a difendere la propria dama (l’Ambiente) e poi prende ogni lucertola per un drago feroce.
ps il giorno che la smettete con questa storia del “negazionismo” vi farete un grosso favore. Ma come si fa ad essere negazionisti di qualcosa che non e’ ancora avvenuto? E non lo sapete che la reductio ad hitlerum, altrimenti nota come “The Hitler Card“, e’ robaccia da dibattito di bassissima lega?
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# silvioon Lug 3rd 2009 at 08:07
i due estratti audio che avete linkato sono spet-ta-co-la-ri
PS
Morabito: per te niente è avvenuto, per altri si’ ed è cosi’ evidente che negarlo è negazionsimo, non mi sembra difficile, dai -
# Mattiaon Lug 3rd 2009 at 08:53
Ottimo articolo.
Lo ho segnalato a Ferrara, magari risponde
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# francescaon Lug 3rd 2009 at 10:51
Complimenti a Climalteranti per l’ottimo lavoro, davvero certosino, di documentazione. Vorrei suggerire l’invio del DVD “una scomoda verità”, film premio Oscar di Al Gore, a Giuliano Ferrara: “il cielo è così vasto…” è tra le prime tesi smontate nel film.
Suggerirei invece a Morabito di rileggere Günter Anders: la bellissima parabola di Noè e il valore del negazionismo anticipato, magari integrata con le riflessioni di Dupuy nella “Piccola metafisica…”.
Cambiare idea si può, non è mai troppo tardi… -
# Maurizio Morabitoon Lug 3rd 2009 at 11:29
Suggerisco a francesca e silvio di leggere RealClimate. E Andrew Revkin sul New York Times (e’ uno dei “vostri”, non vi preoccupate di urtare i vostri poveri occhi con argomenti in cui non credete”…)
Non e’ ancora accaduto niente. I problemi dei cambiamenti climatici riguardano il futuro.
Noto che sulla accusa di reduction ad hitlerum con l’uso dell’odioso termine “negazionismo” non e’ ancora arrivata risposta. Aspettero’.
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# Luca C.on Lug 3rd 2009 at 12:22
Ciao,
secondo me ferrara, che è furbo, NON HA VOGLIA di documentarsi! Tanto sa che gli ascoltatori poi raramente verificano le informazioni…per cui mentre lo ascoltano magari dall’auto immersi tra mille altri pensieri, alzano lo sguardo oltre il parabrezza e dicono: “eh sì, ha proprio ragione, il cielo è così grande”…Poi sono abbastanza d’accordo con morabito che le contese sulla questione climatica non siano solo un problema di negazionismo ma di ignoranza e mancanza di aggiornamento sul tema. ampi e diffusi.
Infatti le 2 fazioni non dovrebbero più essere “preoccupati” VS “negazionisti” bensì “informati”, che giustamente con le informazioni in loro possesso si preoccupano VS “i poco o per nulla informati”. Che, come si vede ancora qui, ci tengono a parlare del tema, ma replicano senza solidi fondamenti rigettando così la responsabilità umana dei cambiamenti climatici non avendo letto, studiato nè approfondito………e perchè in fondo nessuno si preoccuperà mai di un male prima di rendersi conto di averlo!
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# Claudio Costaon Lug 3rd 2009 at 13:03
Ferrara: indifendibile ( secondo me su tutto ciò che dice m aè un giudizo personale)
Pratesi: pure! Ma il Fulco ve lo siete scordati? “combattere anche con i mezzi molte volte del catastrofismo, chiamiamolo cosi’, e’ indispensabile.”
Prodi : di clima gli agronomi non ne dovrebbero parlare a chi allude secondo voi?
( e gli zootecnici come me? peccato che nessuno abbia risposto alla domanda ” si parla di bovini che emetterebbero gas serra?”) -
# Claudio Costaon Lug 3rd 2009 at 13:03
La citazione a Scott : giornalisticamente geniale! (non sono ironico)
Ci avrei messo anche un mi mito il capitano Shakleton. Cito una canzone bellissima di Battiato“La storia
Una catastrofe psicocosmica
mi sbatte contro le mura del tempo.
Sentinella, che vedi?
Una catastrofe psicocosmica
contro le mura del tempo.
Durante la grande guerra nel Gennaio del 1915,
un forte vento spingeva grandi blocchi di ghiaccio galleggianti
imprigionando per sempre la nave dell’audace capitano Shakleton.
Su un piccolo battello, con due soli compagni,
navigò fino a raggiungere la Georgia Australe;
mentre i 22 superstiti dell’isola Elefante
sopportavano un tremendo inverno.
(Deriva, deriva, verso nord, nord-ovest.
Profondità 370 metri 72° di latitudine est).
Per sopravvivere furono costretti a uccidere i loro cani,
per sopravvivere.
Ma il 30 Agosto 1916, il leggendario capitano,
compariva a salvarli con un’altra nave. “ -
# Luca C.on Lug 3rd 2009 at 13:35
Costaaaa…..Netiquette!
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# Maurizio Morabitoon Lug 3rd 2009 at 15:09
@Luca C.
> informati”, che giustamente con le informazioni in loro
> possesso si preoccupano VS “i poco o per nulla informati”.Chiunque intervenga su un qualsivoglia argomento con questo atteggiamento molto infantile che proponi, dira’ ovviamente che lui e’ informato, e chi non gli da’ ragione non e’ informato. Ma non e’ una cosa seria.
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# francescaon Lug 3rd 2009 at 15:34
@Maurizio Morabito
Io le ho risposto proprio in merito. Il libro di Dupuy che consigliavo, si intitola esattamente “Piccola metafisica degli tsunami”, ed. Donzelli, parla di negazionismo senza demonizzare veramente nessuno. Se ha la pazienza e il tempo per leggerlo, potrebbe trovarlo molto ricco. -
# silvioon Lug 3rd 2009 at 15:46
@Morabito
si’, è serio il tuo atteggiamento che dici che “Non e’ ancora accaduto niente”
Neanche alla CO2 è accaduto niente? e ai ghiacci artici? Un lettura del quarto rapporto IPCC non guasterebbe, e anche di altri post di Realclimate, visto che lo citi a vanvera
Il tuo mi sembra il gioco delle tre carte; nel post precedente ho visto che ti sei arrampicato in una distinzione abbastanza penosa su quando si può usare il termine “sempre più preoccupante”; ora vuoi tu dire quando si può usare il termine negazionismo, che è usato in tanti altri contesti oltre a quello relativo a Hitler. -
# Luca C.on Lug 3rd 2009 at 18:07
@ morabito
parlavo ovviamente di valutazione del proprio livello di “informazione” fatta con spirito di onestà intellettuale. Poi ovvio che al lattaio dell’ohio si può sempre raccontare che si è grandi esperti di questo e di quello ma anche di quell’altro. Ma tant’è.
e per chiudere le segnalo anche quest’articolo:
http://www.lavoce.info/articoli/-energia_ambiente/pagina1001073.html -
# Maurizio Morabitoon Lug 3rd 2009 at 18:28
“valutazione del proprio livello di “informazione” fatta con spirito di onestà intellettuale”
ma anche quello non ha senso…praticamente tutti diranno (anche a se stessi) di essere intellettualmente onesti…
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# Claudio Costaon Lug 4th 2009 at 17:49
@ Francesca
“Vorrei suggerire l’invio del DVD “una scomoda verità”, film premio Oscar di Al Gore, a Giuliano Ferrara: “il cielo è così vasto…” è tra le prime tesi smontate nel film.”
Ancora Al Gore? No basta! non c’è nulla di scientifico in quel film
Christopher Monckton of Brenchley “35 Inconvenient Truths: The errors in Al Gore’s movie!” October 18, 2007 science and public policy
David R. Legates “An Inconvenient Truth : a focus on its portrayal of the hydrologic cycle” (GeoJournal, vol. 70, no. 1, September 2007) –
Roy W. Spencer “An Inconvenient Truth : blurring the lines between science and science fiction” (GeoJournal, vol. 70, no. 1, September 2007
Nils-Axel Mörner “The most severe climatic extreme and its effects” Geophysical Research Abstracts, Vol. 8, 08676, 2006 SRef-ID: 1607-7962/gra/EGU06-A-08676
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# Giannion Lug 5th 2009 at 23:24
@ non c’è nulla di scientifico in quel film
Come è sicuro Lei, che invidia
Se fa un po’ di ricerca trova sulla rete anche molte recensioni favorevoli, anche di autorevoli climatologi

