LIBERTA' DI PAROLA

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Pubblicato in CELLULARI, ECOLOGIA, ECONOMIA, INFORMATICA, NEWS IN ENGLISH, POLITICA, SALUTE, SOCIETA', TECNOLOGIA, VARIE da Gabriele Pierattelli il 16/07/2009

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FINALMENTE!!! Cambia la scuola: promosso chi studia

Pubblicato in POLITICA, SOCIETA' da Gabriele Pierattelli il 15/07/2009

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Una brutta notizia in realtà molto positiva. Le bocciature dei nostri studenti non dovrebbero essere accolte con favore, ma se riflettiamo su come si è ridotta la nostra scuola dal Sessantotto in avanti, l’aumento di quasi il 20 per cento dei respinti agli esami di maturità, a cui si deve aggiungere anche il numero in crescita dei non ammessi a quella prova, fa sensatamente sperare in un definitivo cambiamento di rotta dell’insegnamento scolastico. Un cambiamento profondo.

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Il ministro della Pubblica istruzione ha intrapreso un cammino che i suoi detrattori avevano giudicato irrilevante: solo provvedimenti di facciata, dicevano. Per esempio il voto in condotta, la sostituzione dei giudizi con i vecchi e tradizionali numeri arabi per indicare il grado di profitto degli studenti, le normative contro il bullismo. Poi ci si è messo anche il ministro Brunetta a perseguire i fannulloni nella scuola, che costituiscono una realtà scandalosa per cui l’opinione pubblica ha finito col fare di tutt’un’erba un fascio, confondendo insegnanti eccellenti (ce ne sono: siatene certi) con quelli lavativi e incapaci (ce ne sono molti: siatene certi).

Insomma, un insieme di provvedimenti legislativi che ha segnalato e imposto la volontà governativa di procedere con convinzione verso una scuola seria, attenta al profitto degli studenti e alla capacità degli insegnanti. Ma a questo lodevole impegno c’è da aggiungere dell’altro.

La chiave di volta per costruire la scuola come un edificio stabile sono i professori.

Accorgersi del tempo che passa è quasi sempre molto malinconico. «Quasi», però. Nella scuola, il tempo che passa significa pensionamento degli insegnanti sessantottini, quelli che hanno usufruito di innumerevoli ipocrisie sindacali per superare concorsi fasulli o addirittura per non farli, per ottenere lauree concesse senza nessuna vera qualificazione da parte di docenti universitari demagoghi nella loro ideologia antimeritocratica. Un disastro figlio di troppe complicità che ha danneggiato tutti: una scuola che non funziona è una sciagura per l’intera collettività.

In questo caso, bisogna dire che il tempo che passa è galantuomo, è una ramazza che fa pulizia. Sono convinto che nessun provvedimento di legge abbia effetto se non ci sia anche un tessuto sociale pronto ad accoglierlo. Ora è indubbio che da alcuni anni si è fatta strada l’idea che la difesa del merito e il dovere di premiarlo siano una condizione necessaria per lo sviluppo civile. Quest’idea è sempre stato un punto di forza della cultura liberale che però ha dovuto assistere, in anni passati, alla sua denigrazione e, quindi, all’onda montante di uno sconfortante egualitarismo con il quale si sono avvantaggiati i peggiori. Ma quell’idea era stata umiliata dal radicalismo di sinistra, non annientata. Lentamente, i governi liberali di questi ultimi quindici anni sono riusciti a ridarle forza, a imporla culturalmente nella nostra società. La sinistra ha dovuto ammettere i suoi errori di valutazione, e oggi nessuno, se non qualche irriducibile cretino, ritiene che la difesa del merito nella scuola, come in ogni realtà lavorativa, sia un’offesa alla democrazia.

Una scuola seria, capace di formare e selezionare, in grado di preparare i giovani alla ricerca scientifica e alla professione, la vogliono anche gli insegnanti di sinistra che non hanno nulla a che spartire (se non altro per motivi anagrafici), con la demagogia sessantottina. Il numero in aumento dei bocciati alla maturità vuol dire proprio questo, significa che la scuola è ormai avviata a un cambiamento nel segno della qualità, a cui partecipano tutti gli insegnanti. Loro potranno discutere, secondo i diversi orientamenti di pensiero, sul modo di instaurare stabilmente la meritocrazia della scuola, ma non di affossarla.

L’accortezza del ministro dovrà essere perciò quella di inserire lentamente e progressivamente, senza rotture che possano essere recepite come provocazioni da una parte del corpo docente, normative idonee per proseguire sul cammino della serietà negli studi, e darci finalmente una riforma universitaria adeguata al nuovo clima culturale, ricordando che dagli atenei escono i futuri insegnanti insieme alla classe dirigente del Paese.

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IL PDL ATTACCA IL NOTO GIORNALE : Bondi ‘La Repubblica’ è diventata una specie di ’superpartito’

Pubblicato in POLITICA, SOCIETA' da Gabriele Pierattelli il 15/07/2009

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‘La Repubblica’ è diventato “una specie di ’superpartito’, che concentra in sé la dimensione politica, quella economica, quella culturale e perfino quella giudiziaria. La mia opinione è che l’azione di questo ’superpartito’ costituisca da tempo l’insidia più grande per la nostra democrazia”. Lo scrive il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, in una lettera inviata al quotidiano, in risposta all’editoriale di Eugenio Scalfari pubblicato oggi.

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“Eugenio Scalfari – afferma il ministro dei Beni Culturali – cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave. La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà. Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo”.

Secondo Bondi, “Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico”. “Alle porte – sostiene il ministro – non vi è la caduta di un regime, egregio direttore, né la fuga di gerarchi felloni, ma vi sarebbe, nell’ipotesi abbia successo il progetto del Suo giornale, l’indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell’Italia”.

Bondi sottolinea poi l’affetto e la considerazione che ha di Berlusconi e il merito che ha avuto “di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere”. Poi avverte: “Noi non cederemo mai, mai, di fronte alla campagna di odio e di delegittimazione orchestrata da Lei e dal Suo giornale, in combutta con una sinistra ormai al traino di tutte le battaglie più misere e sconclusionate. Se sapremo sconfiggere anche quest’ultimo disperato attacco contro il governo e contro Berlusconi, la nostra democrazia sarà più salda, il nostro futuro più sereno. Questo gli italiani lo sanno e domani avranno la possibilità di testimoniarlo con il loro voto”.

La Toya: Michael Jackson è stato ucciso per i soldi che aveva

Pubblicato in SOCIETA', VARIE da Gabriele Pierattelli il 13/07/2009

La cantante ed ex modella di Playboy pare essere assolutamente convinta del fatto che Jacko sia stato eliminato, in una sorta di cospirazione, per poter mettere le mani sulla sua fortuna.

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La Toya, sorella di Michael Jackson, ha concesso una lunga intervista al News Of The World, il domenicale britannico che in questi giorni è nell’occhio del ciclone perché, secondo le accuse, avrebbe fatto intecettare i telefoni cellulari di varie personalità. Ma, in questo caso, nessuna intercettazione: l’intervista, durata quattro ore, è stata data dalla 53enne sorella del King of Pop direttamente al gionalista James Desborough. La cantante ed ex modella di Playboy pare essere assolutamente convinta del fatto che Jacko sia stato eliminato, in una sorta di cospirazione, per poter mettere le mani sulla sua fortuna. La Toya ovviamente non ha fatto nomi ma è stata piuttosto esplicita. “E’ stata una cospirazione per prendersi i soldi di Michael. Non pensiamo che sia stato fatto da una sola persona. So chi è stato e non mi farò da parte fino a quando non li avrò beccati”, ha detto. E poi: “Michael è stato ucciso per i suoi soldi. Mio fratello aveva più di 1 miliardo in diritti di publishing e qualcuno l’ha ucciso per quei soldi. Valeva di più da morto che da vivo. Un paio d’anni fa Michael mi aveva detto: ‘Mi uccideranno per il mio publishing. Vogliono i miei cataloghi’. Sapevo che sarebbe successo qualcosa di terribile. Michael veniva curato in modo non corretto da gente che lo voleva dipendente dai medicinali. Non voglio dire chi sia il responsabile perché c’è una inchiesta aperta, ma non tutti avevano a cuore gli interessi di Michael. Un mese fa ho come sentito che Michael sarebbe morto prima di fare i concerti di Londra. C’è gente che controllava Michael, nessuno poteva contattarlo. Mio padre Joe cercava sempre di vederlo; so che veniva visto come una minaccia, ma lui voleva veramente aiutarlo. E, se uno riesce a tenere lontana la famiglia, può fare ciò che vuole. E poi Michael aveva sempre dei soldi in contanti a casa, di solito sui 2 milioni di dollari per pagare le cose, ma quando il giorno che è successo sono andata a casa sua non c’era più neanche uno spicciolo. In casa era entrata un sacco di gente prima che arrivassi io, e qualcuno ha fatto un bel lavoretto”.

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UFO !!!!! SI APRONO GLI ARCHIVI….LE VERITA’ SVELATE !!!

Pubblicato in SOCIETA', TECNOLOGIA, VARIE da Gabriele Pierattelli il 12/07/2009

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IN MOLTI PAESI DEL MONDO SI APRONO FINALMETE GLI ARCHIVI DI STATO.

CENTINAIA…MIGLIAIA DI FILMATI SU STRANI OGGETTI ED AVVISTAMENTI SI APRONO ORA LA GRANDE PUBBLICO.

INIZIO CON 3 VIDEO DI LUNGHEZZA (ED INTERESSE!!!) CRESCENTE…DA 1min IL PRIMO A 1h e 42min L’ULTIMO…MA COME HA SUGGERITO L’AMICO CHE ME LO HA FATTO VEDERE LA PRIMA VOLTA…PER 16 ANNI DI RICERCHE MI SEMBRA UNA BUONA SINTESI ! ;-D

SGOMBRATA LA MENTE !?!?

BUONA VISIONE !!!


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Il primo video mostra il comandante delle forze aeree ecuadoriane Wilson Salgado che svela l’origine degli UFO autorizzato dal presidente dell’Ecuador…è dell’anno scorso perchè l’ecuador ha aperto gli archivi sugli ufo l’anno scorso…PER CHI AVESSE FRETTA LA DICHIARAZIONE CLOU E’ A 0.50 SEC

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Il secondo  filmato di oggi è un video rilasciato dalla NASA in una missione dove c’erano due italiani a bordo…

SI VEDONO VARI OGGETTI CHE “SI MUOVONO” INTORNO AD UNA ASTA CHE SI E’ STACCATA DALLO SHUTTLE

IMPORTANTE NOTARE CHE GLI OGGETTI IN QUESTIONE “NON SONO I PICCOLI PUNTINI BIANCHI CHE SI MUOVONO VELOCIED IN LINEA RETTA” (E CHE SONO EFFETTIVAMENTE I DETRITI DI CUI PARLANO GLI ASTRONATI DELLO SHUTTLE!!!!)

GLI “UFO” SONO I “CERCHIETTI” CHE SI MUOVONO LENTAMENTE  ED IN MODO “NON LINEARE” !!!!!!!

PURTROPPO IL FILMATO E’ IN BIANCO E NERO E QUALCHE SCETTICO POTREBBE IPOTIZZARE CHE “FORSE” GLI OGGETTI “POTREBBERO” ESSERE DETRITI…MA IL LORO MOVIMENTO “NON LINEARE” E’ ASSOLUTAMENTE INTERESSANTE E DIFFICILMENTE SPIEGABILE COL SEMPLICE VAGARE DI PEZZI STACCATISI NEL MOMENTO DELLA ROTTURA DELL’ASTA!

NON PRESTATE ATTENZIONE AD ALCUNI COMMENTI INIZIALI…LA PARTE CLOU INIZIA AL 2MIN !

DA NOTARE ALLA FINE L’ELEVATISSIMO NUMERO DI CASI ANCORA IN ATTESA DI UNA RIPSOSTA E TUTTORA AL VAGLIO DI INQUIRENTI E SPECIALISTI!

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Questo sotto èil video di una conferenza che spiega chi sono gli alieni e cosa vogliono da noi. E’ lungo e si vede maluccio lo ammetto,ma l’audio è ottimo e questo basta!

Corrado Malanga è un professore di chimica all’università di Pisa che ha fatto degli studi molto approfonditi  e sono circa 16 anni che si occupa di questo argomento

…mi sa tanto che la curiosità vi spingerà a vederlo tutto in una volta…

…almeno per me è stato così!!!

Monsanto: Roundup, il diserbante totale, sconfitto dalla natura

Pubblicato in ECOLOGIA, ECONOMIA, SALUTE, SOCIETA' da Gabriele Pierattelli il 12/07/2009

Effetto boomerang per monsanto

Negli stati uniti i contadini hanno dovuto abbandonare al loro destino 5000 ettari di coltivazione di soia geneticamente modificata e altri 50000 sono seriamente minacciati. Questo panico e’ dovuto a un’ ‘erbaccia’ che ha deciso di combattere apertamente il gigante monsanto, conosciuto come il piu’ grande (de)predatore del mondo.

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Questa pianta si riproduce svergognatamente in fretta coprendo sempre piu’ terreno e approfittando della base di glifosato che secondo monsanto avrebbe ucciso qualunque erbaccia!

Quando la natura si riscatta

Nel 2004 un coltivatore del macon in georgia, una citta’ a ca. 130 km da atlanta, nota che alcuni germogli di amaranto sono resistenti al roundup che usa per diserbare dalle erbacce le sue coltivazioni di soia.

I campi vittime di questa ‘ erbaccia’ invasiva sono disseminati di grani di roundup ready, che contengono un seme che e’ resistente al round up stesso (diserbante assoluto secondo monsanto a cui nessuna erbaccia resiste).

Da quei tempi la situazione e’ peggiorata notevolmente ed il fenomeno si e’ diffuso in altri stati, sud- e nord- carolina, Arkansas, tennessee e missouri. Secondo un gruppo di studiosi del centro per ecologia e idrologia, un’ organizzazione britannica con sede in winfrith nel ducato del dorset, ci sarebbe stato un trasferimento di materiale genetico tra le piante geneticamente modificate e le piante di amaranto. Quanto e’ accaduto da’ torto ai gruppi di studiosi che sostengono che non e’ possibile il trasferimento di materiale genetico tra piante modificate e non.

Per il britannico brian johnson, esperto in genetica e problemi di coltivazione, la possibilita’ che si crei un incrocio vincente tra differenti materiali genetici fa parte di una possibilita’ su un milione, ma nel momento stesso in cui essa e’ creata, la nuova pianta possiede un vantaggio selettivo notevole e si riproduce velocemente. Il forte diserbante, il round up, su base di glifosato e amonium che viene utilizzato ha messo notevolmente sotto pressione le piante accellerandone la capacita’ di adattamento. Quindi pare che i semi di monsanto resistenti al round up abbiano regalato l’ esistenza ad una pianta ibrida nata dall’ incrocio di un seme che doveva proteggere e l’ amaranto che pare impossibile da eliminare.

L’ unica soluzione e’ di liberarsi manualmente dell’ erbaccia, cosi’ come si faceva un tempo, ma questo non sempre e’ possibile vista spt. l’ estensione di certe coltivazioni. Inoltre quest’ erbaccia radica in profondita’ rendendo difficile strapparla, cosi’ hanno semplicemente abbandonato 5000 ettari di coltivazione. Molti coltivatori a questo punto ritengono di dover rinunciare alle piante geneticamente modificate per tornare indietro ad una coltivazione piu’ tradizionale, anche perche’ i semi geneticamente modificati stavano aumentando di prezzo, incidendo sul rendimento. Cosi’ alan rowland, produttore e commerciante di semi di soya in dudley, nel missouri, ammette che nessuno piu’ gli chiede i semi di soya modificati, mentre fino a poco prima costituiva l’ 80% dei prodotti venduti da lui. Al momento i semi ggo sono stati eliminati dal suo catalogo di vendita mentre aumenta la richiesta di semi di tipo tradizionale.

Il 25 luglio 2005 il guardian pubblico’ un articolo di paul brown, che svelava che i semi di piante modificate erano attecchiti incrociandosi con altre piante selvatiche creando un supergrano piu’ forte delle erbacce; un incrocio incomprensibile stando agli scienziati del ministero del luogo. Dal 2008 i media agricoli americano dichiarano sempre piu’ casi di ‘resistenza’, e lo stato degli stati uniti ha dovuto dare importanti iniezioni finanziarie affinche’ determinate pratiche agricole venissero limitate o vietate addirittura.

Pianta diabolica o divina?

E’ comico constatare che questa pianta, agli occhi degli agricoltori diabolica, in realta’ fosse una sacra piante degli inca. L’ amaranto e’ uno dei cibi piu’ antichi consumati dall’ uomo su questa terra, ogni pianta produce 12000 grani all’ anno e le foglie, che contengono piu’ proteine della soya, sono ricche di vitamina a e c oltre a Sali e minerali.

Cosi’ questo boomerang, restituito alla monsanto dalla natura, cresce nei posti ‘ammalati’ dando cibo sano, risolvendo l’ eventuale problema della fame temuta dagli americani. Cresce in qualunque clima, sia secco che tropicale, non ha problemi d’ insetti ne’ di malattie, quindi non avra’ mai bisogno di prodotti chimici.

In questo modo l’ amaranto si batte contro monsanto come davide contro golia. E ognuno puo’ immaginare come finira’ questo scontro, seppure impari! Se questo fenomeno dovesse diffondersi in misura sufficiente, il che sembra che sia al momento, monsanto potrebbe chiudere i battenti. E chi , a parte i suoi salariati, ne’ sentira’ mai la mancanza?

Autore silvie simon

Rifkin boccia l’accordo dei grandi “È ridicolo, non salverà il pianeta”

Pubblicato in ECOLOGIA, ECONOMIA, POLITICA, SALUTE, SOCIETA', TECNOLOGIA da Gabriele Pierattelli il 11/07/2009

Rifkin boccia l'accordo dei grandi "È ridicolo, non salverà il pianeta"

L’economista americano non ha dubbi: servono misure concrete e nuovi impianti puliti
“Dobbiamo lanciare la terza rivoluzione industriale:traguardi sulle industrie da rilanciare


Jeremy Rifkin

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA – “Per mettere d’accordo tutti hanno deciso di andare alla velocità del più lento: così è facile raggiungere un’intesa”. Jeremy Rifkin risponde al telefono da Montecarlo, in una pausa dell’incontro con il principe di Monaco che vuole varare un piano per frenare i gas serra. E il giudizio del presidente della Foundation on Economic Trends sul risultato del G8 è secco: “Un accordo ridicolo”.
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Eppure è stato fissato il tetto di 2 gradi all’aumento di temperatura del pianeta: finora gli Stati non avevano dato un’indicazione così precisa.


“D’accordo, ma cosa si deve fare per non superare i 2 gradi? Non basta esprimere un pio desiderio, bisogna prima di tutto capire a che livello di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera corrisponde un aumento di 2 gradi e poi organizzare un sistema energetico coerente”.

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L’Ipcc ritiene che, per restare entro un aumento di 2 gradi, la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera non debba superare le 400 – 450 parti per milione.

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“L’Ipcc è molto cauta e i suoi precedenti rapporti, spesso definiti allarmisti, sono stati superati dai fatti: l’accelerazione del disordine climatico è stata più drammatica di quella prevista. Jim Hansen, uno dei più accreditati climatologi, dopo aver studiato le carote di ghiaccio che raccontano il passaggio da un’era glaciale a una interglaciale, offre un quadro della situazione molto diverso: quando in passato si è mantenuta per un certo periodo una concentrazione di 450 parti per milione di anidride carbonica l’effetto è stato un balzo della temperatura di 6 gradi, non di 2. E un rapido aumento di 6 gradi non è compatibile con il mantenimento della società umana così come noi la conosciamo”.

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Secondo Jim Hansen l’obiettivo è portare la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera a 350 parti per milione, cioè ridurla rispetto al presente portandola più vicina a quota 280, il livello preindustriale. Questo vorrebbe dire attuare una politica di tagli drastici e immediati che molti considerano incompatibili con lo sviluppo economico.


“Io credo che sia vero l’opposto: l’errore sta nel pensare solo ai tagli delle emissioni che invece dovrebbero essere un effetto secondario di politiche virtuose capaci di rilanciare l’economia, altro che affossarla. Per uscire dalla tre crisi che ci soffocano, quella economica, quella energetica e quella ambientale, non possiamo limitarci a magiare un po’ meno della vecchia minestra inquinante: dobbiamo lanciare la terza rivoluzione industriale pensando in positivo, cioè fissando traguardi sulle industrie da rilanciare. Non bisogna dire ai vari paesi quante emissioni tagliare, ma quanti impianti puliti costruire”.

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Più industrie e meno emissioni?

“Esattamente. La terza rivoluzione industriale è quella che permette uno sviluppo economico che si concilia perfettamente con la riduzione delle emissioni. Ad esempio con le smart grid, con l’energia diffusa e decentrata, ogni casa sfruttando il sole può diventare una vera e propria piccola centrale di produzione di elettricità e calore. Se adottassimo questo modello il settore delle costruzioni, che oggi è il primo fattore di riscaldamento del pianeta, potrebbe diventare parte della soluzione al problema”.

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Le case come elemento trainante del nuovo modello energetico?


“Uno dei quattro pilastri. Il primo è costituito dalle energie rinnovabili. Il secondo è rappresentato dagli edifici sostenibili. Il terzo dalle tecnologie basate sull’idrogeno che serve a immagazzinare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Il quarto pilastro dalle reti intelligenti per distribuire l’energia secondo il modello del web”.

G8 e MEF concordano sui 2 gradi: la palla passa a Copenaghen

Pubblicato in ECOLOGIA, ECONOMIA, POLITICA, SALUTE, SOCIETA' da Gabriele Pierattelli il 10/07/2009

Si sono chiusi il 10 luglio all’Aquila i tre giorni di lavoro del G8, che includevano nella giornata di giovedì anche il MEF (Major Economy Forum), incontro voluto da Barack Obama per raccogliere intorno al tavolo i 16 paesi responsabili di più dell’80% delle emissioni mondiali di CO2.

Il nuovo impegno a contenere entro i 2°C l’innalzamento della temperatura

Il documento finale del G8 ribadisce l’importanza di mantenere l’innalzamento della temperatura sotto i 2°C attraverso una riduzione sostanziale delle emissioni a livello globale, riconoscendo di fatto la soglia che la comunità scientifica ritiene non debba essere superata.

Si tratta di un passo importante in direzione della Conferenza di Copenhagen di dicembre dell’UNFCCC, che viene ribadito essere il tavolo di negoziazione principale. La portata dell’impegno sembra però essere sfuggita a una buona parte dei media nazionali, che in molti casi non hanno saputo leggere l’esito del G8 e del MEF all’interno del processo negoziale di Copenhagen, così come è ormai universalmente riconosciuto, dopo il cambio di direzione degli USA, con Obama.

Proprio i 2 °C erano stati, meno di due anni fa, nella Conferenza di Bali dell’UNFCCC, uno dei punti importanti di discussione, vista l’impossibilità di riferire dati precisi del IV Rapporto IPCC all’interno della Bali Action Plan, cosi come avrebbe gradito la Ue. Davanti all’indisponibilità di alcuni paesi, tra cui gli USA, l’unica via di uscita di allora fu di inserire un riferimento non nel testo principale, ma solo come nota al documento.

Ora il G8, così come il testo del MEF, ribadendo la volontà di mantenere l’innalzamento della temperatura al di sotto dei due gradi riconosce, seppure in modo esplicito solo per il lungo periodo (2050), il percorso proposto dal IV Rapporto IPCC. L’accordo tra i paesi del G8 (non presente però nel documento del MEF) esplicita la volontà di ridurre le emissioni entro il 2050 dell’80% per i paesi sviluppati e del 50% a livello globale. Anche se il testo non è preciso nel definire gli obiettivi (non definisce ad esempio rispetto a che anno di partenza è da considerare l’impegno del 50 % di riduzione delle emissioni globali), non va dimenticato che il tavolo negoziale del G8 non è vincolante, porta solo a dichiarazioni politiche, che però definiscono degli indirizzi generali futuri dei paesi G8. Altra cosa è il tavolo negoziale dell’UNFCCC che definirà gli impegni nel dettaglio, a Copenhagen.

Importante passo avanti rispetto al passato

Anche in questo caso si evidenzia un passo avanti rispetto al G8 di Hokkaido dello scorso anno. In quel caso Bush aveva voluto inserire, scatenando le ire dell’India e degli altri paesi in via di sviluppo, il solo obiettivo di riduzione globale del 50%, evitando di far assumere delle responsabilità dirette ai paesi sviluppati.

All’Aquila il cambio di direzione di Obama è stato invece netto.

Il presidente americano ha voluto fortemente che nel documento finale comparisse anche l’impegno di riduzione dell’80% per i paesi sviluppati.

Ciò che è sicuramente assente nel documento del G8 è l’impegno di riduzione dei paesi sviluppati per il 2020, che l’IPCC propone in un range variabile dal 25 al 40%. Anche in questo caso, però, non bisogna dimenticare che l’Aquila è solo un momento negoziale intermedio e, come ricorda Fredrick Reinfeldt, primo ministro svedese e nuovo presidente di turno della Ue, la trattativa finisce solo all’ultima ora della Conferenza di Copenhagen.

I capi di governo del G8 e del MEF riconoscono nei loro documenti finali anche le responsabilità che le attività umane hanno sulla modifica del clima e di conseguenza sui danni che mettono a rischio non solo l’ambiente e l’ecosistema, ma la base stessa della nostra prosperità presente e futura.

Posizione questa che di fatto sconfessa in pieno le molte voci della maggioranza di governo in Italia, culminata questa primavera nell’approvazione di una discutibile mozione del Senato, in cui veniva messa in discussione la responsabilità umana sui cambiamenti climatici.

La transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio

Nel documento finale del G8 è richiesta una transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio, che deve necessariamente coinvolgere anche i paesi che stanno attuando il loro processo di sviluppo. Per consentire ciò è necessario facilitare il trasferimento di tecnologie verso i paesi in via di sviluppo attraverso l’eliminazione o la riduzione delle barriere tariffarie e non tariffarie ed intervenendo anche a livello dei diritti di proprietà intellettuale.

Altro tema presente nel documento finale è quello del mercato del carbonio su cui sempre Reinfeldt aveva manifestato in apertura del G8 un particolare interesse.

L’obiettivo, che ha trovato il forte interesse degli USA, è quello di creare un unico mercato internazionale della CO2, già esistente oggi nella Ue, al fine di innescare un ciclo virtuoso attraverso il riconoscimento economico per chi decide di investire in efficienza energetica.

Climalteranti

Testo di Daniele Pernigotti, con il contributo di Stefano Caserini, Claudio Cassardo e Aldo Pozzoli

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Fuggire dall’italia – LETTERA DI UN ITALIANA ALL’ESTERO !

Pubblicato in ECONOMIA, POLITICA, SOCIETA', VARIE da Gabriele Pierattelli il 10/07/2009

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RIPORTO ITEGRALMENTE UNA LETTERA ANONIMA IN CUI MI SONO IMBATTUTO…

COME AL SOLITO NON COMMENTO PER NON INFLUENZAVI NELLA LETTURA,NEL GIUDIZIO ED IN EVENTUALI COMMENTI.

DI UNA COSA SONO SICURO…LO LEGGERETE E COMMENTERETE IN TANTISSIMI !!!

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“Come sono contenta di essermene andata dall’Italia, se all’inizio ero dispiaciuta di lasciare il mio paese , vedendo lo schifo in cui vi siete cacciati voi italiani che siete rimasti mi fa gioire di non stare piu’ li’, certo mi mancano le spiagge, gli amici, la famiglia ma almeno vivo in un paese civile

dove i nani piduisti non governano per farsi i maledetti cazzi loro,

dove la spazzatura si ricicla e non si butta per strada,

dove le tasse vengono usate a favore dei cittadini (certo in ogni paese c’e’ corruzione ma almeno qui’ non c’e’ solo quella),

dove la gente si comporta in modo civile e ha una coscienza civica,

dove non vige la regola della pagnotta,

dove chi sbaglia paga e chi commette reato va in galera,

dove le multe si pagano,

dove i salari ti danno di che vivere e non devi sudare per arrivare a fine mese,

dove il lavoro si trova (ma non e’ per quello che me ne sono andata),

dove ti puoi fare una famiglia senza domandarti cosa mangeranno i tuoi figli domani e

dove potrai contare sulla pensione per la quale stai pagando i contributi,

dove la burocrazia non ti sommerge e puoi aprire un conto corrente on line senza pagare un centesimo di spese bancarie,

dove la posta funziona e i pacchi arrivano (e dico arrivano integri e non si fottono il contenuto) in tre giorni,

dico tre giorni anche se dovessero contenere gioielli (ho comprato una collana online e l’ho ricevuta in tre giorni esatti nella cassetta della posta),

dove va avanti chi lo merita e non i raccomandati o quelli che hanno pagato le mazzette ai potenti.


Guardo al mio paese che amo tanto e dico: che schifo!!!!


Io ci tornero’ per le vacanze ma oramai in Italia non si puo’ piu’ campare e quando ve ne accorgerete e vi ribellerete sara’ troppo tardi…”

AUTO AD ARIA COMPRESSA…IL NUOVISSIMO FORD MODELLO T2

Pubblicato in ECOLOGIA, SALUTE, SOCIETA', TECNOLOGIA da Gabriele Pierattelli il 10/07/2009

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Il Motore ad Aria è Realtà. Intervista con Angelo Di Pietro della Engineair e la sua straordinaria invenzione. Rivoluzionare il trasporto con un motore ad aria ora è possibile

Auto ad Aria Compressa: AirPod MDI 2009. L’Auto ad Aria di Nuova Generazione. Presentata a Ginevra e Presto su Strada la Piccola Auto che sta Facendo Sognare Tutto il Mondo




Per celebrare il 100 ° anniversario del Modello T, Ford Motor Company ha proposto a 6 studenti di altrettante scuole provenienti da tutto il mondo di creare un veicolo rivoluzionario e globale che nascendo dal Modello T e che sia: semplice, leggero, pratico, unico e a basso costo. Gli studenti dell’Università di Aachen in Germania, e l’Università di Deakin in Australia, sono stati così scelti come vincitori per progettare la nuova Ford Modello T Challenge, guadagnando da ciascuna delle loro scuole $ 25.000 in borse di studio.

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Un centinaio di anni dopo che Henry Ford cambiò il mondo, annunciando la realizzazione e la vendita del primo modello T,  la Ford Motor Company ha proclamato i vincitori del contest fra 6 scuole provenienti da tutto il mondo e realizzando il grande sogno di ricreare un nuovo Modello T. Uno studente dell’Università di Colonia, in Germania ed uno alla Deakin University di Melbourne, in Australia, hanno guadagnato ciascuno da ciascuna delle loro scuole $ 25.000 in borsa studio per fornire concetti innovativi che incarnino lo spirito del Modello T e meglio soddisfino i criteri della sfida.

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“Non succede spesso di celebrare il centenario di un anniversario di un veicolo come questo, per cui abbiamo lanciato la nuova sfida partendo proprio dal Modello T, sfida che diventa un’opportunità per gli studenti di ideare un futuro per il trasporto attraverso la Ford”, ha aggiunto Bill Coughlin, presidente e Chief Executive ufficiale di Ford Global Technologies, LLC. “Fino ad oggi, non c’è mai stato un veicolo che ha lasciato un tale impatto sulla vita di milioni e milioni di persone, e Ford ha presentato questa sfida agli studenti di presentare un’alternativa che solo loro potrebbero realizzarla”.

Ogni veicolo deve ospitare almeno 2 persone e deve offrire soluzioni che affrontino il montaggio, l’apparato propulsore e le nuove sfide della sostenibilità.  Gli studenti hanno lavorato nel progetto fino alla data della scadenza prevista per il 1 settembre. 5 giudici della Ford Motor Company, hanno selezionato 2 progetti che meglio incarna lo spirito del Modello T.


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Lo sviluppo di un veicolo per il 21 ° secolo non è stato un compito facile. Gli studenti dell’Aachen University hanno creato così il loro “2015 Ford Model T”. Un modello di base a cui si associano i diversi derivati tra cui un compact pick-up, una berlina, e una auto compatta che sarebbero stati venduti tutti in tutto il mondo.

Gli studenti della Deakin University hanno creato un veicolo dal nome enigmatico di “Model T2”. La piccola tre ruote, con un nuovo sistema di guida, ha introdotto una nuova dimensione di manovrabilità del veicolo. Attraverso l’uso di materiali avanzati e processi di fabbricazione, la leggerezza è una peculiarità importante per il Modello T2 soprattutto quando combinato con l’uso di un innovativo motore il Powertrain, il motore ad aria compressa di Angelo Di Pietro, che crea un veicolo davvero unico e soprattutto poco costoso.


  1. Una forma esasperata. L’attenzione è stata posta sul fatto che, nonostante si presenti con tre ruote, il potenziale acquirente deve poter percepire il veicolo come un’auto. Di qui la scelta di fornire al  veicolo un cofano e un fronte dalla forma un po’ esasperata.
  2. Ultraleggeri resistenti. Particolare cura è posta sulla bombola -serbatoio, posizionata come “spina dorsale” del veicolo, per la quale sono stati utilizzati materiali che garantiscono il massimo assorbimento dell’energia che dovesse liberarsi in modo esplosivo in seguito a scontri.
  3. Integrato al mozzo. Tutti i componenti relativi alla produzione sono integrati nello chassis. La propulsione è garantisca da due motori ad aria compressa a pistoni rotanti montati in modo integrato al mozzo, sviluppati dalla EngineAir, rendendo superflui trasmissione, differenziale e albero motore.

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Per raggiungere la velocità di almeno 200 km e mantenere l’obiettivo di prezzo finale dell’autoveicolo intorno ai $ 7000, ogni squadra ha applicato tecnologie di punta per portare concetti futuristici, innovativi e sostenibili, dal gas naturale, all’aria compressa ai motori elettrici. “L’intero team della Ford è stato molto impressionato da ciascuno dei progetti”, ha concluso Coughlin. “Abbiamo creato questa sfida cercando di spingere la fantasia degli studenti in modo da esprimere un concetto alternativo di trasporto per il futuro  e ciascuno di loro ha fatto proprio questo ed in modo davvero eccellente”.



  • 2 mesi. Messa a punto del guscio esterno della vettura in previsione della 2009 Austrian Automotive Week.
  • 12 mesi. Prototipo su ruote (seppure senza funzionalità) in vista dello Shangai World Expo 2010.
  • 18-24 mesi. Definizione delle soluzioni finalizzate a garantire la sicurezza (a partire dal serbatoio); studio delle problematiche legate all’aerodinamica; studio delle performance del motore una volta montato sul veicolo.
  • 36 mesi. Impianto pilota per la produzione dei componenti; controllo delle parti fabbricate alla prova dell’alta velocità.
  • 48 mesi. Analisi delle problematiche relative al rifornimento (capacità ed efficienza del compressore, dimensioni minime necessarie per una “stazione di servizio”, tempi di rifornimento …).
  • 52-56 mesi. Possibile messa in produzione di auto funzionante su strada.

Grazie al diretto rapporto con GenitronSviluppo.com, gli eventuali sviluppi per l’utilizzo del modello di motore ad aria di Angelo Di Pietro che non è stato ancora confermato dal gruppo Ford, potrete trovarli costantemente visitando il nostro portale o iscrivendovi via feed [qui]


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